Il ritardo della ripresa della Moda

Il ritardo della ripresa della Moda

Nelle Marche sono 5.387 le imprese attive nel settore

  • 15/04/2022

L' Italia è la prima economia nella Moda nell’Ue a 27 e i pesanti effetti della pandemia su questo rilevante settore del made in Italy rappresenta un problema di dimensione europea.

Nelle Marche il 98,1% (vs. 98,0% della media nazionale e vs. 97,3% del manifatturiero marchigiano) delle imprese della Moda sono micro e piccole imprese (MPI) e i relativi addetti rappresentano il 69,7% del settore (vs. 65,8% della media nazionale e vs. 60,7% del manifatturiero marchigiano). Alta vocazione artigiana con il 42,9% degli occupati del settore appartenenti all’artigianato (vs. 33,3% in Italia). Guerra in Ucraina coinvolge in pieno il comparto della Moda, primo settore di export in Russia per le Marche e maggiormente penalizzato da crisi di Crimea del 2014, con una perdita di 1,7 miliardi di euro di export in Russia in 8 anni. Le Marche sono la seconda regione in Italia per peso dell’export della Moda in Russia sul valore aggiunto regionale, pari allo 0,30%, dietro solo all’Umbria con lo 0,33%.

Tra le province maggiormente esposte sul mercato russo, l’export della Moda in Russia supera il punto percentuale del valore aggiunto del territorio a Fermo con 1,47% e a Vercelli con 1,22%; seguono Rimini con 0,71%, Reggio nell'Emilia con 0,60% e Macerata con 0,52%.

Nelle Marche sono 5.387 le imprese attive della Moda (TAC), in diminuzione del 5,7% rispetto al 2019, pari a 328 imprese in meno; le diminuzioni oltre la media si registrano a Fermo con il -6,7% (pari a 157 imprese in meno) e a Macerata con il -8,3% (pari a 125 imprese in meno). Per quanto riguarda il Tessile (divisione 13 Ateco 2007) ci sono 424 imprese nelle Marche (il 7,9% della Moda), per l’Abbigliamento (divisione 14 Ateco 2007) le imprese sono 1.749 (32,5% della Moda) e, infine, la quota più consistente appartiene al settore Pelle e calzature con 3.214 imprese (59,7% della Moda). Le imprese artigiane rappresentano il 64,7% del totale TAC, pari a 3.486 imprese. Gli addetti delle localizzazioni attive nella Moda sono 36.111 nel 2021, in diminuzione dell’8,4% rispetto al periodo pre-pandemia, pari a 3.327 addetti in meno.

 Nel 2021 la Moda è l’unico comparto della manifattura con esportazioni che rimangono inferiori al livello 2019, con una flessione ancora consistente pari al -18,1%. Considerando i primi 15 paesi di destinazione dei prodotti della moda marchigiana, in territorio positivo solo l’export sui mercati di Francia (+9,1%) e Cina (+24,5%). La Francia diventa nel 2021 il nuovo primo mercato di destinazione dei prodotti della Moda marchigiana, superando la Germania che diminuisce del 15,9% rispetto al 2019, pari a 43,5 milioni di euro in meno.

La performance peggiore è registrata dalle vendite in Svizzera, che diminuiscono del 64,2%, pari 90,4 milioni di euro, perdendo 5 posizioni nel 2021. Analizzando i dati del Sistema Excelsior di Unioncamere-Anpal, nell’anno 2021 le entrate previste nel tessile, abbigliamento e calzature sono 6.500 (quinta regione in Italia per entrate previste nel settore) di cui il 72,9% in MPI con meno di 50 addetti. Tra le prime sei regioni per domanda di lavoro, la quota di difficile reperimento per le imprese della Moda è più elevata nelle Marche con il 40,0% nel 2021; a marzo 2022, la difficoltà di reperimento per gli Operai specializzati e conduttori di impianti nella Moda raggiunge il 52,0%, in crescita rispetto alla fine del 2021.

Per richiedere lo studio completo: paola.mengarelli@confartigianato-marche.it

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