Confartigianato Imprese Demaniali

Confartigianato Imprese Demaniali

Ristabilire garanzie essenziali per il settore

  • 01/12/2021

Confartigianato Imprese Demaniali è stata chiamata in audizione dal Vice Presidente della Camera dei Deputati On.le Fabio Rampelli. Obiettivo dell’incontro quello di conoscere la posizione della Categoria in merito alla tematica attinente alle concessioni demaniali marittime, sia con riferimento al quadro normativo che alla situazione determinatasi a seguito delle recenti sentenze del Consiglio di Stato.

Confartigianato Imprese Demaniali ha, in primo luogo, evidenziato il gravissimo impatto economico e sociale che i richiamati pronunciamenti giurisprudenziali hanno provocato sul sistema balneare, mettendo a rischio il futuro di migliaia di imprese e delle loro famiglie, già da tempo in condizioni di precarietà accentuate anche dalla crisi pandemica, che ora vedono ancor più compromesse le loro prospettive di investimento e di permanenza sul mercato, con ripercussioni negative sulla tenuta dell’intero sistema turistico italiano.

Confartigianato Imprese Demaniali si è in particolare soffermata sulla valenza sociale dell’attività esercitata dalle imprese balneari, in quanto garantiscono servizi di pubblica utilità come la sicurezza della balneazione, la manutenzione degli arenili, contribuendo alla tutela e valorizzazione del bene demaniale, alla salvaguardia del territorio e dell’ambiente, a beneficio della collettività.

Aspetto importante messo in luce è che le imprese balneari italiane sono nate in virtù di una legge dello Stato che ne garantiva la stabilità attraverso il meccanismo di rinnovo automatico delle concessioni, hanno esercitato e sviluppato, con investimenti privati, un’attività imprenditoriale su territorio pubblico che, in caso di perdita della concessione, non hanno alcuna possibilità di riconvertire altrove, non potrebbero quindi sopravvivere, rischiano di essere spazzate via dal mercato.

Occorrono quindi adeguate regole e formule compensative, in luogo del rinnovo automatico ormai abrogato, che, facendo leva sulla peculiarità e sul valore del settore, permettano di conciliare la tutela del comparto con il rispetto dei principi comunitari, secondo criteri equi e corretti. Altro motivo di forte preoccupazione per la Categoria, legate al penalizzante esito delle sentenze del Consiglio di Stato, è il rischio che la liberalizzazione della concorrenza sulle spiagge possa generare disparità di condizioni e favorire pericolose manovre speculative da parte di grandi gruppi per accaparrarsi le concessioni, con effetti lesivi per le micro-piccole imprese che caratterizzano il tessuto balneare italiane e che avrebbero scarse possibilità di poter competere. Sempre in questa logica, il canone deve essere escluso dai parametri presi in considerazione ai fini dell’assegnazione delle concessioni, per evitare sperequazioni.

Aspetto fondamentale e imprescindibile per il riordino delle concessioni demaniali marittime è che il nuovo impianto normativo sia fondato sul principio del riconoscimento del valore di mercato dell’impresa, non solo in termini di investimenti, ma quale patrimonio di professionalità, capacità ed esperienza che contraddistingue l’offerta italiana, che, altrimenti, si rischia disperdere e depauperare.

Confartigianato Imprese Demaniali ha quindi rivolto un appello urgente affinché, da parte del Parlamento e del Governo, sia riavviato un confronto immediato con le Organizzazioni di Categoria per mettere a punto la legge organica di riforma delle concessioni demaniali marittime che ristabilisca le garanzie essenziali per il settore e che deve costituire un obiettivo prioritario del nostro Paese a salvaguardia di un comparto strategico, trainante per l’economia e l’occupazione, modello di successo e di eccellenza unico al mondo che, come tale, va difeso e tutelato.


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